GAOM Gruppo Amici Ospedali Missionari | 2016
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2016

Ad Addis Abeba e in varie aree della Regione, un gruppo di volontari ha incontrato delegazioni della Commissione Europea, dell’Ambasciata italiana e di altri Enti operanti nel Paese, con l’intento di capire come indirizzare l’operato del GAOM nel contesto etiope in rapida evoluzione.

 

 

A Gambo il personale medico ha prestato servizio presso l’ospedale e rifornendolo di medicine, sono inoltre stati rifatti i servizi igienici della pediatria e relativi scarichi.
I tecnici GAOM hanno restaurato parte della vecchia scuola di Gambo, che ospita 1.416 studenti: pavimenti, finestre, banchi, tetto e pareti.

 

 

A Shashemene è stata completata l’installazione dell’impianto fotovoltaico e termico presso il centro delle suore del De Foucauld, dedite al servizio dei più poveri: ora la struttura ha costantemente corrente elettrica e acqua calda per le medicazioni e per i bambini dello slum. Presso il centro hanno prestato servizio anche un pediatra ed un gruppo di volontari nel loro lavoro quotidiano di assistenza ai più poveri.

 

 

Altri medici hanno prestato servizio presso la clinica GAOM di Shashemane, promossa recentemente a “Health Center”, che fornisce assistenza a circa 130 pazienti al giorno e si colloca ai posti più alti, in termini di servizio e reputazione, tra i 22 centri della zona.

 

 

Sempre a Shashemene, il nostro amico e referente in Etiopia Padre Silvio Sordella se n’è andato dopo lunga malattia. Oltre al ricordo indelebile della sua straordinaria persona, Abba Silvio ci ha lasciato in gestione la “sua” Casa Famiglia per ragazzi di strada, con annessi laboratori di formazione professionale.

 
Il GAOM inizia quindi un nuovo percorso di grande responsabilità: assicurare un futuro ai 56 bambini che vivono nella struttura, in collaborazione con il GMA (Gruppo Missioni Alem) di Napoli e GMS (Gruppo Missioni e Sviluppo) di Cuneo.
I nostri medici hanno visitato uno ad uno tutti i ragazzi, stilando una scheda personale per ciascuno di loro. Sono iniziati subito i lavori di ristrutturazione (bagni e docce, lavanderia, recinzioni, igiene delle camere, connessione internet). Ma soprattutto, è iniziato un percorso di vicinanza e condivisione, per fare in modo che i ragazzi non si sentano mai più soli o abbandonati.