GAOM Gruppo Amici Ospedali Missionari | 2013
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2013

Si chiude, dopo 15 anni di lavoro, il progetto di valorizzazione dei lebbrosi di Shashemene.
Trovati nel 1998 relegati in un capannone fatiscente ai margini della città, ripudiati e offesi, oggi i malati di lebbra che abitano i 6 villaggi GAOM sono autosufficienti, hanno un lavoro e i figli frequentano regolarmente le scuole. L’accesso alle cure e il migliore stile di vita ha permesso alla maggior parte di loro di combattere e vincere la lotta contro la lebbra, che ha conseguentemente rallentato la sua diffusione nella zona.
Prosegue il lavoro della clinica di Shashemene, attrezzata con l’ultimo riunito dentale ed un nuovo laboratorio analisi delle urine e del sangue, grazie all’acquisto di macchinari professionali. I medici etiopi seguono un corso di perfezionamento presso l’ospedale di Gambo.
Procedono i laboratori di formazione professionale per i ragazzi di strada: l’allevamento di mucche da latte, pecore, galline e piccioni; la produzione di blocchetti di cemento per la costruzione di fabbricati; la falegnameria e il panificio. Inizia la progettazione del laboratorio da fabbro.

 

A Gambo, si concludono i lavori di ristrutturazione ed ampliamento della stalla per mucche da latte, con annessi uffici, magazzini ed una stanza per accogliere il personale addetto; vengono migliorate le coltivazioni e si crea la possibilità di fare scorta di foraggio nel fienile, soprattutto di erba medica. L’obiettivo è quello di raggiungere entro breve i 100 litri di latte al giorno per le persone ricoverate nell’ospedale locale.
Prosegue la formazione professionale del personale medico e paramedico etiope.
Inoltre, ai tanti lavori di manutenzione presso l’ospedale, la missione stessa e i pozzi situati nelle aree limitrofe, si aggiungono i lavori di sistemazione della nuova fognatura dell’ospedale.

 

Il GAOM si apre a nuove realtà.
A Ovest di Shashemene vivono, sparsi in villaggi di capanne in aperta savana, circa 600.000 persone: per attingere all’unica acqua (non potabile) queste famiglie si recano ai pozzi di Rophi o al fiume, distante fino a 12 ore di cammino, fra andata e ritorno, dalla loro abitazione.
Il lavoro del GAOM inizia con l’installazione di un generatore ed una pompa idrica per le coltivazioni di Alaba.
Inoltre, viene avviato un importante progetto di idrogeologia, grazie al contributo di due esperti di settore: Fulvio e Gino realizzano campionature di acqua in tutta l’area e le analizzano in laboratorio. L’obiettivo è quello di mappare la situazione idrogeologica della zona e di realizzare negli anni futuri nuovi pozzi, attingendo all’acqua più salubre per la salute della popolazione.
Infine, si avvia la progettazione di un salone polivalente e di granai per combattere le frequenti carestie dovute alla siccità.